Papavero

Papavero

Christian Bobin dedica questa descrizione al Papavero “Queste fragili macchie rosse, queste lacrime di vita che nessuno provoca e che crescono, tuttavia, imprevedibili, nel bel mezzo dei campi

Vedere un campo di papaveri è, in effetti, uno spettacolo per gli occhi, talmente bello che uno dei quadri più noti di Monet rappresenta proprio un campo di papaveri. Andiamo a conoscere questa pianta cosi affascinante e cosi spettacolare.

Il Papavero, nome scientifico Papaver, è originario delle regioni temperate e fredde di Eurasia, Africa e Nord America.

In Italia lo incontriamo tra i campi e i prati sia coltivati che abbandonati, ai margini delle strade, lungo i marciapiedi dove riesce a sbucare anche dal cemento, ad un’altitudine massima di 1.700 metri. 

Il papavero è una pianta pioniera, è tra le prime a ripopolare la terra incolta.

Si tratta di una pianta erbacea che può essere annuale, biennale o perenne, caratterizzata da foglie di colore verde, pennate o bipennate profondamente incise e riunite in rosette attorno alla base del fusto. Può misurare da 60 a 120 centimetri di altezza e presenta un fusto lungo e sottile, e coperto di brevi setole.

Da maggio a settembre sbocciano i fiori, grandi, misurano fino a 10/15 cm di diametro, solitari, e particolarmente fragili: ogni fiore perde i petali nel corso di una giornata. Nella maggior parte delle specie i fiori sono rossi e presentano una macchia scura alla base. Hanno generalmente quattro petali ed hanno numerosi stami, il frutto è una capsula.

La linfa del Papavero è ricca di alcaloidi.

Nonostante la sua apparente delicatezza, il Papavero, nel corso della stagione, può produrre anche oltre 400 fiori.

La storia dei Papaveri è piuttosto lunga: erano già coltivati a scopo ornamentale in Mesopotamia, 5.000 anni avanti Cristo, ne sono stati trovati i semi anche nelle tombe egizie.

Già a metà del 1700 gli ibridatori si sono concentrati sul papavero per ottenerne specie ornamentali, apprezzate in particolare nel mondo anglosassone, dove ancora oggi è usanza confezionare ghirlande e mazzi di papaveri scarlatti o portare all’occhiello un papavero di carta in occasione delle commemorazioni dei caduti in guerra.

Il ruolo importante dei papaveri per attirare la biodiversità è stato confermato dagli scienziati: il colore dei fiori e la visibilità del cuore ricco di polline rappresenta un meccanismo naturale messo a punto nel corso dell’evoluzione per avere un richiamo nei confronti delle api e di altri insetti utili.

Classificazione botanica

Papavero
Papavero

Il Papavero, nome scientifico Papaver, appartiene alla famiglia delle Papaveraceae.

Principali specie

Il genere comprende circa cinquanta specie.

Tra le specie più note ci sono il Papavar somniferum, il Papaver rhoeas ed il Papaver nudicaule (Papavero d’Islanda).

Papaver somniferum

Papavero somniferum
Papavero somniferum– foto di tanja niggendijkerCC BY 2.0

Il Papaver somniferum è noto anche come “papavero da oppio” (si tratta di una varietà della specie somniferum) . Lo si può trovare allo stato spontaneo nelle zone collinari che non superano i 1.200 metri di altitudine nelle zone con terreni calcarei.

In europa fiorisce nei mesi di maggiogiugno regalando bellissimi fiori di colore bianco, rosa, viola e rossi.

Contiene morfina, codeina, papaverina, noscapina e tebaina ed in passato veniva raccolto e usato per i suoi poteri calmanti.

Ne è vietata la coltivazione in Italia, mentre in Asia minore esistono vaste coltivazioni e si ricavano oppio ed eroina. L’oppio viene ricavato dalle capsule ancora verdi, non ancora mature, tramite una leggera incisione dalla quale si ottengono diversi alcaloidi.

Del Papaver sominiferum esistono anche altre varietà come il Papaver somniferum var. nigrum – ed il Papaver somniferum var. setigerum .

Papavero orientale

Papavero orientale

Il Papavero orientale fa parte dei papaveri perenni che non temono il gelo. É caratterizzato da fiori grandi e piante alte fino a 60 centimetri. Alcune varietà presentano petali appuntiti, altre sono doppie, e la gamma di forme e colori è molto vasta e comprende fiori stradoppi che ricordano le peonie.

La pianta richiede un terreno normale, ben drenato e non troppo ricco di materia organica, oltre che tanto sole.

Papaver atlanticum

Papaver atlanticum
Papaver atlanticum

Questa specie perenne è originaria delle zone calde e secche della Spagna e del Marocco. Produce fiori di colore albicocca-arancio, i fiori possono essere singoli ed occasionalmente semi-doppi e sbocciano pressoché continuamente sui lunghi steli eretti sopra una graziosa rosetta piatta di foglie pelose blu-verdi.

La pianta non è quasi mai senza fiore ed è incredibilmente resistente e quasi indistruttibile, cresce quasi ovunque e si autosemina. I semi possono essere seminati in qualsiasi momento, ma è preferibile farlo in inverno o all’inizio della primavera.

Papaver nudicaule

Papaver nudicaule
Papaver nudicaule

Il Papaver nudicaule, noto anche come papavero d’islanda, è una pianta erbacea perenne che vanta un rapido sviluppo e che è caratterizzata da fioriture abbondanti di svariati colori: fiori bianchi, gialli, rosa e arancio.

Per questo ben si presta per essere coltivata in aiuole pubbliche come pianta annuale. Nonostante la durata limitata dei singoli fiori, gli stessi vengono subito sostituiti da nuovi boccioli. La fioritura, in tal modo, si mantiene per due o tre mesi. La specie è originaria delle regioni dell’Europa settentrionale, ed è perfetta per essere coltivata in alta collina ed in montagna, dove può essere allevata in vaso o in piena terra.

Ama un terreno fresco, sciolto e fertile, leggermente acido o neutro, e preferisce un’area semiombreggiata e ben ventilata, evitando accuratamente i terreni troppo aridi e le aree eccessivamente soleggiate e battute dal vento caldo.

Papaver alpinum

Papaver alpinum
Papaver alpinum

Il Papaver alpinum è diffuso nell’Europa centrale e meridionale. Si tratta di una pianta perenne, la cui altezza arriva a 10–15 centimetri. É caratterizzata da un fusto strisciante, ascendente, dal quale si alza uno scapo unifloro, pubescente, generalmente eretto dopo la fioritura. Ha foglie pennate una corolla larga 4-6-centimetri. I petali possono essere bianchi oppure gialli. La fioritura avviene da luglio ad agosto. E’ presente sono il Europa: dalla Francia ai Balcani, Italia compresa, dove cresce sia sulle Alpi che negli Appennini.

Papaver rhoeasv (Papavero comune)

Papaver rhoeas

Noto anche come papavero comune o rosolaccio, si tratta della specie più diffusa. Il suo nome comune significa rosa dei campi ed indica la sua presenza costante della pianta nei campi, soprattutto in quelli dove sono coltivati cereali come il grano.

Si tratta di una pianta annua, erbacea, con radice bianca a fittone, caratterizzata da fusti eretti, ramificati e setolosi, ricoperti di peli lunghi e patenti. La sua altezza arriva fino ad 80 centimetri.
Produce foglie dotate di peli segosi e morbidi e produce fiori solitari di colore rosso vivo, macchiati alla base di nero.

Papaver argemone

Papaver argemone

Noto anche come Papavero selvatico, è una pianta annuale che arriva a misurare fino a 40 centimetri di altezza. L’impollinazione avviene tramite api, mosche e coleotteri. É presente in quasi tutte le regioni dell’Italia centro-settentrionale, cresce soprattutto in ambienti ruderali, al di sotto della fascia montana inferiore. Tranne i semi, tutte le parti della pianta e soprattutto il lattice sono tossiche per la presenza di alcaloidi. Il periodo di fioritura è maggio-giugno.

Fioritura

Papavero

La fioritura del Papavero rappresenta la peculiarità di questa pianta. Sono generalmente rossi con il centro nero ma, a seconda delle specie e delle varietà, possono essere anche gialli, bianchi, arancioni. Anche il periodo di fioritura è variabile in base alla specie ma, solitamente, avviene nei mesi di maggio-giugno.

La pianta è molto fiorifera: nel corso di una sola estate arriva a far sbocciare oltre 400 fiori. Ogni fiore ha una durata di un solo giorno e non sempre ha il tempo di essere fecondato, per questo per garantirsi un’adeguata produzione di semi, è necessario che i fiori siano numerosi.


Consigli per la coltivazione del Papavero

Papavero

La pianta produce vigorose fioriture, vanta un’ottima capacità di tollerare il gelo e di riseminarsi autonomamente. Trattandosi di una pianta spontanea e rustica, la sua coltivazione è piuttosto semplice. È però necessario seguire determinate regole per fare in modo che la pianta cresca sana e rigogliosa: stabilire il luogo dove piantare i semi. L’ ideale è un ampio giardino ma è possibile seminare un po’ ovunque: ai margini di strade, marciapiedi, muri.

L’importante è la pianta sia esposta al sole in una zona ben ventilata. Il periodo ideale per la semina è da maggio a giugno tra l’inizio della primavera e l’inizio dell’estate.

I papaveri annuali e biennali si possono facilmente ottenere da seme. La semina si esegue preferibilmente in autunno in semenzaio, avendo cura di fare crescere le piantine in un ambiente protetto per poi trapiantarle a dimora in aprile-maggio. In alternativa è possibile seminare a marzo in vasetti contenenti torba, ed eseguire il trapianto dopo circa 40 giorni. Se il terreno è fertile e sciolto, è possibile seminare anche a dimora, in aiuola.

Le esigenze colturali variano in base alla specie: i papaveri orientali, ad esempio, restano in stato vegetativo tutta l’estate solo nei climi freschi (Alpi, Appennini). Altrove, fioriscono ed entrano poi in riposo e scompare la parte aerea, per rinascere poi la primavera successiva.

Coltivazione in vaso

Si può tentare anche la coltivazione in vaso, ma questa scelta è sconsigliata in quanto la pianta, per sviluppare in modo efficiente le radici, necessita di molto spazio. Nel caso si opti per questa soluzione occorre quindi scegliere vasi molto grandi e profondi. Nel caso si decida di seminarli in vaso, la soluzione ideale è effettuare il trapianto a fine settembre.


Coltivazione in piena terra

Papavero

I papaveri perenni si acquistano in vasetto a primavera e vanno trapiantati subito in piena terra. La scelta della posizione, se in zona soleggiata o in leggera ombra, dipende dalla specie ma generalmente i papaveri preferiscono il pieno sole.
Prima della messa a dimora è importante preparare adeguatamente il terreno, smuovendo la terra per scompattarla.

Dopo la semina dei papaveri, è necessario innaffiare subito ed attendere la germinazione.
Consigliata un’annaffiatura una volta ogni 3 giorni.

Temperatura

Papavero
Papavero

I papaveri sono rustici e sono in grado di resistere al freddo, ma non sopportano le temperature troppo alte, il caldo afoso. La temperature ideale è compresa tra meno dieci e venti gradi.

Luce

L’esposizione ideale per i papaveri è quella ben soleggiata, sia per le specie biennali che per quelle perenni.

Terriccio

Crescono in qualsiasi terreno ben drenato, anche povero e sassoso, eccetto i suoli molto acidi.

Annaffiatura

Papavero

I papaveri hanno una buona resistenza anche in condizioni di aridità e quindi non necessitano di annaffiature abbondanti. Le irrigazioni vanno effettuate quando il terreno è asciutto e vanno completamente sospese in inverno.

Moltiplicazione

Papavero

La propagazione dei papaveri varia a seconda della specie. Le varietà annuali o biennali si autoinseminano e pertanto realizzano una propagazione per seme, mentre le perenni, incluso il papavero orientale, possono essere propagate per talea radicale.

Concimazione

Papavero
Papavero

I papaveri hanno la capacità di sfruttare appieno tutte le sostanze che occorrono per il loro sviluppo. I concimi per i papaveri sono quindi comuni concimi per piante. Vanno distribuiti solo al momento dell’impianto, ossia in primavera per le specie perenni ed in autunno per le altre.

Potatura

Non si parla di vera e propria potatura. E’ infatti sufficiente rimuovere fiori e foglie secche e potare i piccoli rami laterali

Abbinamenti con altre piante

Papavero

I papaveri ben si prestano per decorare siepi e bordure e per creare spazi naturali in abbinamento anche ad altre specie di fiori. Alcune specie perenni, soprattutto il papavero orientale, in estate muoiono, lasciando sul terreno delle buche esteticamente sgradevoli a vedersi.

In questi casi si possono abbinare altre specie fiorite che sopravvivono anche in estate e che coprono le buche create dai papaveri morti. Tra le piante da associare ai papaveri ci sono la peonia, l’iris, le specie del genere geranium, alcune graminacee e la nepeta, che con le sue foglie argentate è perfetta per nascondere in modo egregio le buche lasciate dai papaveri morti.

La presenza dei papaveri è importante anche accanto ad alberi da frutto ed ortaggi quindi ai bordi dell’orto.

Il colore dei fiori e la visibilità del cuore ricco di polline è un meccanismo naturale che richiama api e di altri insetti utili.

Chi ha alberi da frutto e ortaggi trae quindi un beneficio diretto dalla presenza di papaveri in giardino o ai bordi dell’orto perchè favorisce l’impollinazione di pomodori, peperoni, melanzane, fagioli, piselli e altre verdure di cui si consumano i frutti o i semi.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Papavero

I papaveri sono piante rustiche molto resistenti alle avversità. La maggior parte dei problemi di sviluppo è dovuto ad errori di coltivazione, ad esempio ad un’errata esposizione. Tuttavia in alcuni casi possono anche essere colpiti dall’oidio o mal bianco, una malattia fungina che si manifesta nelle zone con clima caldo e umido. La specie maggiormente attaccata dalla malattia è il papavero orientale che subisce un deperimento progressivo, fino ad arrivare alla morte della pianta.


Curiosità

Papavero

Gli antichi greci consideravano il papavero simbolo dell’oblio, del sonno e della consolazione: nella mitologia greca Morfeo, il dio dei sogni, era raffigurato con un mazzo di papaveri fra le mani. Demetra, la madre terra, dea del grano e dell’agricoltura, ha ritrovato la serenità perduta a causa della morte della figlia Persefone (moglie di Ade dio degli inferi) bevendo infusi di fiori di papavero.

Durante il medioevo il papavero è stato associato al sacrificio di Cristo e alla sua morte, per questa ragione si trova spesso raffigurato in affreschi di chiese risalenti all’epoca medievale.

Sulla scia di questa tradizione nel Regno Unito, durante la prima guerra mondiale, per celebrare gli uomini morti per la patria si usavano ghirlande composta da papaveri.

Esiste un stretto legame tra evoluzione del colore del fiore ed tipo di insetto impollinatore. I fiori usano diversi stratagemmi per attirare gli insetti, primo fra tutti i loro colori sgargianti. E’ interessante vedere come le diverse specie di papaveri, in base alle zone di origine, riescano a sfruttare le diverse caratteristiche per attirare gli intessi impollinatori.

Ad esempio alcune specie europee di papaveri sono in grado di riflettere la luce ultravioletta (UV) ed in Europa i papaveri sono impollinati dalle api, che vedono bene le radiazioni ultraviolette, mentre in Medio Oriente sono impollinati dai coleotteri, che vedono bene il rosso, colore tipico delle specie originarie del Medio Oriente. Inoltre le macchie nere al centro di alcuni papaveri mimano la presenza di un coleottero femmina: anche questo è un piccolo trucco per attirare i coleotteri maschi.

Il termine “papavero” è anche utilizzato come sinonimo di persona potente, si tratta di un significato dovuto alla leggenda secondo la quale il Re di Roma Tarquinio il Superbo volendo insegnare al figlio il modo più rapido per conquistare la città di Gabi, andò in giardino e con un colpo di bastone recise le teste di tutti i papaveri, con l’intezione di far capire al figlio che era necessario eliminare tutti i personaggi più potenti della città avversa.

Nell’antichità, con il Papaver somniferum si preparava un impasto che veniva somministrato ai bambini per agevolarne il sonno.

Oggi il papavero viene spesso usato anche in cucina. Con i suoi semi si preparano gustose ricette, è ovviamente fondamentale che si impieghi una varietà esente da stupefacenti.

Generalmente vengono impiegati i petali del rosolaccio per decorare le insalate e preparare degli infusi. I semi, vengono mischiati con alcune tipologie di farine per realizzare pane e torte. Ben si abbinano anche con gli impasti di carne e formaggio, con lo yogurt ed i frullati. L’apporto calorico dei semi di papavero è molto alto, ma il consumo è salutare per la presenza di Omega 6, vitamine e minerali.

Tossicità  e/o uso erboristico

Papavero
Papavero

La linfa del papavero è ricca di alcaloidi, ne contiene oltre trentacinque. In particolare morfina, codeina, tebaina, papaverina, narcina, naceina, laudanina, narcotina, noscapina.

In passato era largamente usato per i suoi principi attivi, oggi non viene consigliato in erboristeria domestica per il potenziale pericolo delle sostanze in esso presenti.

“Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei fiori

Papavero

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il Papavero assume diversi significati in base al colore dei fiori. Il papavero bianco  simboleggia la sfortuna, il papavero giallo rappresenta il successo, il papavero rosa la serenità, il papavero rosso rappresenta il sonno e l’oblio e l’orgoglio sopito.

Dove acquistare il papavero

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