Tasso (Taxus – Albero della morte)

Coltivazione Tasso (genere Taxus)
Tante bacche rosse, facilità di coltivazione e possibilità di giocare con le forme della chioma: questo è il Tasso (Taxus)

Il Tasso (genere Taxus) è una conifera sempreverde che si può coltivare con facilità in tutte le regioni italiane. È una pianta longeva, non richiede particolari cure ed è ampiamente utilizzata per scopi ornamentali, sia in giardini privati che in parchi pubblici.

Alcune informazioni sul Tasso sono state già date nella guida “Alberi da giardino: come scegliere?”, ma è importante approfondire il tema, per apprendere tutte le tecniche utili per una corretta coltivazione.

Le specie che appartengono al genere Taxus, della famiglia delle Taxaceae, possono essere sfruttate sia come esemplari isolati, sia per la formazione di compatte siepi. Spesso si sottovaluta il valore ornamentale di queste piante che, invece, sono perfette per abbellire aiuole e viali.

Sopportano bene anche i più intensi interventi di potatura, con cui conferire alla parte aerea la forma che più piace, cercando di ottenere il massimo in termini di armonia ed eleganza. Non a caso il Tasso è la pianta più utilizzata nell’arte topiaria: i più esperti giardinieri riescono a creare dei veri e propri capolavori geometrici, delle sculture botaniche meravigliose.

Una pianta interessante, ma anche pericolosa: il Tasso è conosciuto come “Albero della morte” a causa dell’elevata quantità di tassina, presente anche nei semi dei frutti, che in passato era utilizzata per creare dei veleni molto potenti in grado di causare un decesso improvviso per paralisi dell’apparato cardio-respiratorio. Una nota negativa che non deve intaccare il valore ornamentale di questa pianta originaria dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo e che può davvero trasformare, con qualche accurato intervento di potatura, qualsiasi spazio verde.

Come riconoscere il Tasso? Tronco rugoso e inciso in profondità (con sfumature tendenti al rosso negli esemplari più giovani, grigie nelle piante adulte), foglie aghiformi che richiamano quelle dell’Abete e bacche rosse che colorano la chioma subito dopo la fioritura. È facile confondere questa conifera con abeti o pini, ma basta osservare attentamente la corteccia per non cadere in errore. Inoltre, il Tasso non perde i rami alla base, conservando il suo aspetto cespuglioso durante la crescita.

Classificazione botanica

Ecco la scheda identificativa del Tasso:

  • Dominio: Eukaryota;
  • Regno: Plantae;
  • Sottoregno: Tracheobionta;
  • Superdivisione: Spermatophyta;
  • Divisione: Pinophyta;
  • Classe: Pinopsida;
  • Ordine: Pinales;
  • Famiglia: Taxaceae;
  • Genere: Taxus.

Principali Specie e varietà di Tasso

Ecco l’elenco delle specie che appartengono al genere Taxus:

Taxus baccata

È questa la specie più conosciuta e che è utilizzata come pianta ornamentale in tantissimi giardini. Può raggiungere altezze considerevoli, comprese tra i 10 e i 20 metri, e coltivarla non richiede particolari attenzioni. Non soffre l’inquinamento, si carica di tante bacche rosse dopo la fioritura e la sua chioma può essere modellata con facilità sia quando coltivata come alberello isolato, sia quando è messo a dimora vicino altri esemplari per la formazione di fitte siepi. È una bellissima conifera sempreverde, ma tossica in ogni sua parte. In Italia cresce spontanea in tante zone montane di diverse regioni.

Coltivazione Taxus baccata
Taxus baccata (foto CC BY-SA 2.0)

Tasso del Pacifico

La specie Taxus brevifolia, conosciuta comunemente come Tasso del Pacifico o Tasso occidentale, cresce spontanea in molte aree del Nord America. Difficilmente supera i 10 metri di altezza e sviluppa un tronco dal diametro massimo di 50cm. La crescita del Tasso del Pacifico è molto lenta, ma è una delle poche specie che tollera maggiormente le zone di ombra più umide.

Coltivazione Tasso del Pacifico (Taxus brevifolia)
Particolare degli “aghi” del Taxus brevifolia (foto CC BY-NC 2.0)

Tasso canadese

Il Taxus canadensis è un’altra specie originaria del Nord America. È un arbusto che cresce in zone paludose o vicino i laghi e quasi mai raggiunge i 3 metri di altezza. Anche se il tronco è decisamente più piccolo rispetto a quello delle altre specie, presenta le stesse caratteristiche per quanto riguarda la corteccia: sottile, squamosa e cangiante nel colore con la crescita.

Coltivazione Tasso canadese (Taxus canadensis)
Taxus canadensis (foto CC BY 2.0)

Tasso cinese

Taxus chinensis è una specie originaria della Cina e che rientra nella lista di quelle maggiormente impiegate in medicina per l’estrazione del tassolo (sostanza che, come spiegato di seguito, è importante per la cura dei tumori). Può essere coltivato come piccolo arbusto in grandi vasi (per i primi anni), come alberello o sistemato in modo ordinato con altri esemplari per formare delle bellissime siepi.  

Coltivazione Tasso cinese (Taxus chinense)
Le prime bacche su un piccolo esemplare di Taxus chinense (foto CC BY-NC-ND 2.0)

Tasso giapponese

La specie Taxus cuspidata ha un alto valore ornamentale, anche perché è la specie che viene maggiormente utilizzata per una particolare tipologia di coltivazione, quella dei bonsai (sugi). Questo Tasso ha un ruolo da vero protagonista nei giardini giapponesi, assumendo le più belle forme geometriche che riprendono il classico stile e la perfezione Made in Japan. Il tronco di questa specie è più liscio rispetto a quello delle altre ed ha anche un colore più scuro. Ama luoghi freschi e ventilati, un terreno ben drenato con pH neutro e con poche cure e una buona manualità di potatura può davvero sorprendere.

Coltivazione Tasso bonsai (Taxus cuspidata)
Taxus cuspidata bonsai (foto CC BY 2.0)

Tasso himalayano

La specie Taxus wallichiana, originaria dell’Himalaya e del Sud-Est Asiatico, riesce ad adattarsi con facilità a qualsiasi condizione climatica. È una conifera di medie dimensioni, riuscendo in alcuni casi a raggiungere anche i 20 metri di altezza. La corteccia è utilizzata dalle comunità tribale Bhotiya per la preparazione del tè, ma anche in medicina. Le foglie sono appiattite rispetto alla specie Taxus baccata ed hanno un colore più intenso.

Coltivazione Tasso himalayano (Taxus wallichiana)
Taxus wallichiana in un garden center (foto CC BY-NC 2.0)

Tasso della Florida

Taxus floridiana, questo il nome scientifico della specie, cresce in zone ben precise della Florida. Raggiunge i 6 metri di altezza e cresce come un piccolo arbusto molto compatto. I rami crescono in modo decisamente incontrollato, ma non è impossibile donare una forma armoniosa alla pianta con mirati interventi di potatura. Sia i rami che la corteccia del fusto principale hanno un colore scuro (marrone-viola) e la corteccia, liscia negli esemplari più giovani, tende a diventare squamosa con il passare del tempo.

Fioritura

La fioritura del Tasso avviene solitamente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando fanno la loro apparizione dei piccoli coni di colore verde (femminili) o gialli (maschili) alla base delle ascelle fogliari.

La fioritura non è particolarmente importante dal punto di vista ornamentale, ma da sottolineare è la successiva formazione di bacche rosse che creano uno scenografico effetto. Tantissimi puntini rossi che spezzano la delicata monotonia del verde della chioma. Le bacche sono commestibili, ma al loro interno è racchiuso un seme di colore scuro che, invece, presenta un’alta concentrazione di tassina.

Consigli per la coltivazione del Tasso

Non hai grande esperienza di giardinaggio? Non preoccuparti, perché il Tasso è una conifera che non richiede cure fuori dalla portata del giardiniere meno esperto. Tutte le specie del genere Taxus riescono ad adattarsi con facilità a diversi tipi di terreno e alle condizioni climatiche delle aree del mediterraneo. Il Tasso ha una crescita lenta e… hai tutto il tempo per apprendere le migliori tecniche per cimentarti, quando la pianta sarà abbastanza grande, nell’arte topiaria.

Coltivazione in vaso

Un Tasso in vaso? Le dimensioni del piccolo mammifero dal musetto nero e dalla testa striata consentono allo stesso di nascondersi in qualsiasi vaso presente nel giardino, ma… è la pianta il soggetto della guida! Abbiamo appena detto che la crescita del Tasso (non confonderti, stiamo parlando sempre della longeva conifera sempreverde) è lenta, quindi permette una coltivazione in vaso delle varietà più piccole.

Mettendo a dimora la specie in un vaso di medie dimensioni, preferibilmente in terracotta, si possono ottenere risultati degni di nota su qualsiasi balcone o terrazzo. Inoltre, tutte le piantine ottenute attraverso la moltiplicazione per seme o per talea devono essere coltivate per qualche anno prima in vaso e trasferite in piena terra solo quando hanno raggiunto un’altezza di circa 50-60cm. Un substrato drenante e morbido è quello che serve al Tasso per crescere senza problemi anche in spazi limitati.

In vaso non è bello come in giardino. Chi ha detto questa sciocchezza? Anche i più giovani esemplari messi a dimora in cassette o vasi circolari (consigliamo questi ultimi perché contribuiscono a creare maggiore armonia con la forma della pianta) possono essere sottoposti a precisi interventi di potatura per ottenere delle piccole sfere o dei coni che valorizzeranno l’outdoor della tua casa.

Coltivazione in piena terra

Coltivare il Tasso in giardino può regalare grandi soddisfazioni. Come esemplare isolato, per formare delle grandi siepi o come sfondo per aiuole ricche di piante ornamentali dai colori sgargianti non fa alcuna differenza. Il Tasso riuscirà sempre ad attirare su di sé l’attenzione, specialmente quando potato nel giusto modo, diventando il protagonista del giardino.

Nei giardini inglesi e francesi, dove è ricercata la massima espressione di un elegante stile botanico, non mancano le più belle specie di Taxus, facili da “addomesticare” con tagli precisi, per ottenere piramidi verdi, cime ad onda o qualsiasi altra forma, geometrica o con linee più dolci.

Dove piantare il Tasso?
Una posizione ben esposta alla luce del sole è a preferire, anche se non sono stati mai riscontrati particolari problemi con la coltivazione in zone di mezz’ombra. Infatti, non è raro trovare questa pianta all’ombra di grandi edifici o come siepe nella zona nord di grandi giardini.

È possibile coltivare il Tasso in giardini vicino la strada?
Nessun problema. Stiamo descrivendo un genere di conifere davvero straordinario, che riesce a crescere anche in suoli poveri di sostanze nutritive e sopportare con il minimo sforzo l’inquinamento atmosferico.

Quando piantare il Tasso?
La messa a dimora deve essere fatta nei primi giorni d’autunno, scavando una buca d’impianto di dimensioni pari al doppio del pane di terra che avvolge le radici e lavorando bene il terreno per renderlo più morbido. Non sono necessari ripetuti interventi di concimazione, ma all’inizio, proprio durante la lavorazione del terreno, è buona regola aggiungere dello stallatico maturo o del concime a lenta cessione per arbusti.

Coltivazione Tasso in giardino
Il Tasso, così come il Bosso, è una delle piante migliori per creare dei giardini dove regna l’eleganza. Facile da coltivare e con la possibilità di divertirsi con particolari potature (foto CC BY-NC-ND 2.0)

Pianta da siepe?

Non si può che rispondere in maniera affermativa. Il Tasso è perfetto per la creazione di siepi molto fitte, proprio per le sue virtù estetiche.

Mettere a dimora più esemplari vicini, calcolando bene la distanza (mai sotto i 40cm), è utile per ottenere uno schermo verde e compatto di protezione dal vento o da sguardi indiscreti, nonché per completare in modo pressoché perfetto il giardino.

Gestire la siepe di Tasso è semplice (come detto, sopporta bene anche le più intense potature) e quando inizieranno a formarsi le bacche rosse lo spettacolo sarà straordinario. Insomma, una pianta che ha tutte le caratteristiche (estetiche, di crescita e di coltivazione) per dar vita ad una siepe autorevole.

Il Tasso è una pianta da siepe
Una piccola e “selvaggia” siepe di Taxus cuspidata che con qualche intervento di potatura può trasformarsi in un capolavoro geometrico (Daderot / CC0)

Coltivazione in terrazzo

Ti è mai capitato di imbatterti in bellissime piante dalla sferica chioma sistemate in vasi molto alti? Sicuramente, specialmente all’ingresso di ristoranti o altri locali che dispongono uno spazio all’aperto. Nella maggior parte dei casi si tratta di un Tasso.

Perché questa informazione? Semplice, per farti capire che gli esemplari più giovani e le varietà più piccole del genere Taxus possono essere tranquillamente coltivate in vaso per abbellire grandi balconi e terrazzi.

Temperatura

La specie più conosciuta e diffusa è la Taxus baccata, ideale per qualsiasi tipologia di coltivazione in ogni luogo. Però, anche le altre specie presentano le stesse qualità di rusticità e di grande resistenza al freddo, all’inquinamento e al vento. Le temperature, basse o alte, non sono un problema.

Luce

I luoghi dove l’ombra è presente per tante ore al giorno possono andar bene per la coltivazione del Tasso, ma scegliere una posizione ben esposta ai raggi del sole ti porterà ad esclamare “wow”. Sì, perché è proprio con una coltivazione in piena luce che si possono ottenere i risultati migliori.

Terriccio

Non esiste un substrato ideale per la coltivazione del Taxus. Si adatta a qualsiasi tipologia di terreno, anche se i migliori risultati di crescita sono stati registrati in substrati sabbiosi e argillosi. Un terriccio fresco e perfettamente drenante è quello che serve alla pianta, ma se si aggiunge anche una discreta quantità di sostanza organica il gioco è fatto.

Annaffiatura

In giardino l’acqua piovana può bastare: il Tasso riesce a sopportare anche lunghi periodi di siccità. Tuttavia, intervenire con annaffiature mai abbondanti e regolari, utili per mantenere il substrato leggermente umido (mai creare ristagni), non può che essere una coccola che la pianta accetterà di buon grado.

Annaffiature più abbondanti sono necessarie solo quando si procedere alla messa a dimora definitiva degli esemplari più giovani, per aiutare l’apparato radicale a svilupparsi in modo vigoroso e adattarsi al suolo.

Moltiplicazione

La moltiplicazione del Tasso può avvenire per seme, per talea o per divisione dei polloni basali:

  • nel primo caso è opportuno preparare un contenitore con torba e sabbia in parti uguali dove sistemare con cura i semi contenuti nelle rosse bacche (in autunno). Per tutta la stagione invernale il contenitore dovrà essere tenuto in un ambiente riparato e fresco, mentre il substrato dovrà essere mantenuto sempre umido. I germogli dovranno poi essere spostati in un altro contenitore con del terriccio morbido, dove resteranno per altri 24 mesi circa. Solo quando le piantine diventeranno robuste potranno essere messe in piena terra, ma solo durante la primavera.
  • La moltiplicazione per talea (fine estate) è un’altra tecnica molto utilizzata. Basterà prelevare i germogli laterali (di almeno 10-15cm di lunghezza) e sistemarli in un vaso con sabbia e torba. Anche in questo caso l’umidità costante del substrato è fondamentale.
  • La divisione dei pollini basali è una tecnica meno utilizzata e che prevede la stessa procedura della semina.

Concimazione

Nessun intervento particolare di concimazione per il Tasso. Gli esemplari adulti riescono a tollerare bene qualsiasi condizione del terreno, ma nelle prime fasi di crescita, specialmente quando il substrato è molto povero di sostanze nutritive, si può aggiungere, nella buca, dello stallatico maturo. Successivamente, alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera, si può spandere del concime organico alla base del tronco.

Potatura del Tasso

Via libera all’arte topiaria e a tutti gli interventi utili per stimolare la ramificazione. Il Tasso sopporta bene le potature più pesanti, anche quando si arriva alle parti di legno più vecchio. Il periodo migliore per intervenire è la primavera, per stimolare la pianta, proprio durante la fase più attiva della crescita, a nuove ramificazioni. Poi, lascia volare libera la fantasia e modella la chioma del Tasso che hai in giardino formando geometriche linee che si uniscono in uno spettacolare disegno.

Quando potare la siepe di Tasso? Si possono fare 3 diversi interventi: il primo verso la fine del mese di marzo, quando si può “esagerare” con una potatura drastica dei rami fino ad arrivare al fusto principale; il secondo prima dell’arrivo del caldo torrido (giugno) e il terzo a settembre solo per dare alla siepe la forma desiderata, cioè degli interventi modellanti.

Potatura Tasso (Taxus)
Il Tasso è una delle piante più indicate per creare vere e proprie meraviglie di arte topiaria (Hedwig Storch / CC BY-SA)

Consociazione

Il Tasso può diventare elemento importante per completare un’area verde dove già sono presenti altri grandi alberi da giardino o protagonista di una grande aiuola circondato da più basse piante ornamentali dalla vivace fioritura, che si sviluppano in ampiezza mantenendo una forma globosa. Coltivare il Tasso vicino alle più belle specie di Bosso è la mossa giusta per realizzare un giardino di infinita bellezza.

Consociazione Tasso
Tasso + Bosso = spettacolo incantevole (Myrabella / CC BY-SA)

Parassiti, malattie e altre avversità

Non teme il freddo, il caldo, la siccità ed è una pianta a bassa manutenzione. Tuttavia, qualche problema durante la coltivazione potrebbe sorgere in presenza di ristagni nel substrato, condizione ideale per la propagazione del fungo Phytophthora che causa il marciume radicale.

Cocciniglie e Oziorrinco, invece, rientrano nella categoria dei parassiti che attaccano le specie di Taxus, specialmente gli esemplari più giovani, cibandosi sia della parte area che delle radici. Si consiglia di intervenire tempestivamente con prodotti specifici antiparassitari. 

Deperimenti più o meno gravi possono verificarsi quando le temperature oscillano molto durante la stagione autunnale e invernale. I cambiamenti improvvisi di temperatura possono causare un cambio del colore del fogliame che perde la caratteristica colorazione verde per passare alle più scure tonalità del marrone.

Curiosità

Quello del Tasso è un legno pregiato (elastico, resistente e privo di resina) utilizzato in tempi antichi per realizzare armi di ogni genere, ma in particolar modo balestre, lance e archi (il nome Taxus deriva dal greco tòxon, che significa freccia o arco). Oggi, invece, il legno di questa conifera è ampiamente utilizzato per la costruzione di attrezzi di ogni tipo e lavorato sapientemente dalle mani di abili artigiani che creano strumenti di lavoro destinati a durare a lungo. Tanti anche i mobili realizzati con il legno di questa conifera.

Tossicità

Albero della morte. Se questo è il nome comune scelto per il Tasso, non ci si può di certo aspettare che non sia velenoso. Ogni sua parte, ad eccezione dei frutti (solo la parte esterna e non il seme), è tossica. La tassina, potente mistura di alcaloidi, può provocare nausea, vomito, problemi cardiaci, respiratori e, se ingerita in grosse quantità, anche la morte. In passato, le frecce costruite con il legno di questa pianta erano bagnate con del veleno (che veniva utilizzato anche in modi diversi) a base di tassina, che provocava una improvvisa paralisi dell’apparato cardio-respiratorio.

Uso erboristico e medicinale

Può sembrare strano, ma l’Albero della morte ha anche importanti proprietà benefiche. Il tassolo, molecola presente nella corteccia del Tasso, è utilizzato, specialmente a partire dagli anni ’90, in alcune fasi della cura chemioterapica per contrastare tumori ai polmoni, alle ovaie, al seno e al cervello.

Non si sta facendo riferimento ad un uso fitoterapico del Tasso (perché le elevate dosi di tassina non lo consentono), ma ad un utilizzo strettamente legato a precisi protocolli di chemioterapia a livello internazionale, che sfruttano solo il tassolo.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei Fiori

Pianta bellissima, utile e longeva, ma che nel linguaggio dei fiori ha un significato che si discosta da quanto appena detto. Infatti, il significato mitologico di Albero della morte non è cambiato dall’antichità ad oggi.

Libri

  • “Taxus: The Genus Taxus”, di Hideji Itokawa e Kuo-Hsiung Lee. Tante informazioni sul tassolo, definito come potente agente anti-tumorale, utilizzato presso il National Cancer Institute di Washington nel trattamento dei tumori al seno e alle ovaie. Un resoconto autorevole sul tassolo e che tratta dei principali aspetti farmacologici.

Ecco un’interessante lettura scientifica per approfondire il tema dell’uso in medicina delle sostanze ricavate dal Tasso:

Articoli correlati che possono interessarti

L'hai trovato interessante? Votalo, e dicci come migliorarlo nei commenti
[Voti Totali: 2 Media: 4]

Vuoi fare una domanda? Vuoi dire la tua? Ti serve aiuto o consigli?

Fai la tua domanda sul nostro gruppo FACEBOOK (clicca qui)


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.