Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) – di Krzysztof GolikCC BY-SA 4.0

Il nome sembra preso dal libro di Alice nel Paese delle Meraviglie: Maggiociondolo. In realtà si tratta di una pianta il cui nome svela il periodo di fioritura: maggio, ovviamente .

Il Maggiociondolo, nome scientifico Laburnum anagyroides, è un piccolo albero caducifoglio originario dell’Europa meridionale, dal sudovest della Francia ai Balcani. Nella nostra penisola cresce in tutte le regioni, escluse le isole. Il suo habitat ideale è temperato e moderatamente umido, soprattutto in terreni calcarei, ed spesso associato a boschi di carpino nero (Ostrya carpinifolia).

Può misurare dai 4 ai 6 metri di altezza, presenta una corteccia liscia e rami verde scuro, dai quali pendono piccoli ramoscelli, sui ramoscelli sbocciano i fiori giallo oro, molto simili ai fiori del Glicine, riuniti a grappoli che misurano anche 25 centimetri, che ciondolano come ciocche di capelli color oro.

I frutti sono legumi con numerosi semi neri. I semi contengono citisina e sono quindi estremamente velenosi (per l’uomo, ma anche per animali) soprattutto se immaturi. Ci sono però alcuni animali selvatici come lepri, conigli e cervi che se ne cibano senza problemi, e per questo in alcune regioni è ritenuta una pianta magica. Quindi è bello e velenoso.

Ha foglie caduche, composte da 3 piccole foglioline di forma ellittica e di un bel colore verde lucido.

Il Laburnum Anagyroides non è l’unico Maggiociondolo, c’è un’altra specie del genere Laburnum che viene comunemente chiamata Maggiociondolo: il Laburnum alpinum noto come Maggiociondolo alpino.

Classificazione botanica

Il Maggiociondolo, nome scentifico Laburnum Anagyroides, è una specie del genere Laburnum e fa parte della famiglia Fabaceae (di cui fanno parte tra le altre l’Acacia, la Mimosa, il Glicine, le Ginestre, il Trifolium).

Principali varietà

Laburnum anagyroides
Laburnum anagyroides

Tra le diverse varietà citiamo:

  • il Laburnum anagyroides Autumnalis, che regala una seconda fioritura in autunno;
  • il Laburnum anagyroides Aureum caratterizzata da fogliame dorato;
  • il Laburnum anagyroides Pyramidalis che presenta una chioma piramidale eretta ed ordinata;
  • il Maggiociondolo Pendulum, un varietà di dimensioni ridotte da utilizzare come pianta isolata, coltivabile anche in vaso.

Esistono anche varietà ibride come Laburnum x watereri ‘Vossii’ ottenuto attraverso l’incrocio di Laburnum anagyroides x Laburnum alpinum. E’ caratterizzato per l’abbondante fioritura formata da grappoli fiorali molto più lunghi e ricadenti (fino a 60 cm), indicato anche per decorare dei pergolati.

Fioritura

Il Maggiociondolo fiorisce a metà primavera, solitamente nel mese di Maggio. I fiori sono disposti a grappolo, penduli e di color giallo intenso. La fioritura è molto appariscente.

Consigli per la coltivazione del Maggiociondolo

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) – di Andrew DunnCC BY-SA 2.0

Il Maggiociondolo cresce spontaneo in buona parte d’Italia, ed è piuttosto facile da coltivare. Non richiede particolari accorgimenti né un terreno particolare, l’importante è che sia ben drenato.

Si può coltivare come esemplare isolato o ad alberetto o, ancora, sotto forma di macchia, ma rende bene su pergole e archi. Ci sono varietà a foglie dorate o a fioritura autunnale.

Viene utilizzato in parchi e giardini come pianta ornamentale per la sua fioritura, sia singolo che in siepe mista.

E’ usato anche in siepi campestri e su pendii collinari. Fa parte delle specie autoctone o naturalizzate previste nel PSR 2014-2020 della Regione Veneto per la costituzione di siepi campestri, fasce tampone o boschetti.

Coltivazione in vaso

E’ una pianta che fiorisce anche giovanissima, per questo è adatta alla coltivazione in vaso ed alla forzatura in serra. Si possono così ottenere piante da interno che già alla fine dell’inverno hanno i racemi fioriti.

Coltivazione in piena terra

Il Laburnum anagyroides cresce bene in habitat temperati e con la giusta dose di umidità, è diffuso in Europa meridionale e trova ottima ambientazione in terreni calcarei.

I semi del Maggiociondolo sono molo velenosi, quindi è bene evitare di mettere a dimora queste piante in luoghi frequentati dai bambini o dagli animali al pascolo.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allegati in vaso possono decorare i terrazzi. Anche in questo caso è bene tenere presente l’esposizione, che, nel caso del Maggiociondolo, deve essere al sole.

Temperatura

Questa pianta preferisce i climi freddi arrivando a resistere fino a –15 °C. Ma cresce anche al mare, purché in posizione ventilata ma non esposta a venti salsi.

Soffre nei climi eccessivamente caldi ed asciutti, come quelli delle zone meridionali della nostra penisola.

Luce

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)

Il Laburnum anagyroides preferisce posizioni soleggiate.

Terriccio

Il Maggiociondolo può essere coltivato in qualsiasi tipo di terreno purché ben drenato, cresce bene anche nei terreni calcarei e argillosi. Se potesse scegliere, opterebbe per un suolo fresco e fertile.

Annaffiatura

Gli esemplari adulti vanno annaffiati solo in caso di siccità molto prolungata. All’acqua delle innaffiature si possono aggiungere dei concimi a lenta cessione sparsi sul terreno per migliorare fioritura e vigoria della pianta.

Gli esemplari giovani si annaffiano durante l’estate, aspettando sempre che il terreno sia ben asciutto tra un’irrigazione e l’altra.

Moltiplicazione

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)

Il Maggiociondolo si può propagare per seme in primavera, oppure, se si vuole ottenere una pianta identica alla pianta madre, tramite talea. I semi sono fertili solo dopo opportuna scarificazione, prima di interrarli è consigliabile passarli con della carta vetrata, per favorire la penetrazione dell’acqua all’interno del seme e consentire al germoglio di svilupparsi.

La semina avviene in ottobre, in vasi o terrine riempiti con una composta da semi, in cassone freddo. Nel momento in cui le piantine sono abbastanza grandi per poter essere maneggiate, si possono ripicchettare in cassette e, successivamente, si possono trapiantare in vivaio, dove resteranno fino all’anno seguente quando andranno messe a dimora.

In estate si possono invece prelevare talee legnose.

Concimazione

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)

Il Maggiociondolo appartiene alla famiglia Fabaceae e, pertanto, non necessita di concimi con azoto poiché è in grado di fissarlo autonomamente al terreno.

Potatura

Questa pianta si può potare in primavera prima del risveglio dal riposo vegetativo, per migliorare la chioma o eliminare eventuali parti danneggiate.

Abbinamenti con altre piante

Cresce in boschi di latifoglie. Si usa per siepi libere o miste, come esemplare isolato, a gruppi o macchie, spesso in associazione con il glicine giapponese (Wisteria floribunda) che fiorisce nello stesso periodo.

Altri consigli per la cura

Dopo i primi anni dalla piantagione la pianta diventa autonoma e non ha bisogno di cure particolari.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Il Maggiociondolo è una pianta molto robusta che solitamente non viene attaccata da parassiti o da malattie.


Curiosità

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)

Il legno del Laburnum anagyroides è di color marrone scuro, è molto duro e pesante ed è l’ideale per i lavori di torneria e di ebanisteria.
É noto anche come falso ebano (o avorniello) in quanto il legno di esemplari molto vecchi poteva essere usato in sostituzione dell’ebano.

Inoltre è sfruttato per realizzare strumenti a fiato.

E’ piuttosto resistente alla marcescenza e per questo è era largamente impiegato nelle montagne come paleria per steccati e recinzioni e sfruttato come tutore per la vite. Anche le grondaie venivano spesso realizzate con questo legno, appositamente scavato.

Il suo legno era molto ricercato a Venezia perché dotato di grande resistenza all’acqua ed è pertanto l’ideale per realizzare delle palificazioni su cui sono poggiate le fondamenta dei palazzi lagunari.

Le sue proprietà tossiche erano già note: veniva infatti usato nei pollai come posatoio, per preservare le galline dall’attacco dei pidocchi. 

Si diceva che se si inseriva in un foro scavato nel tronco di un altro albero un pezzo di questo legno, lo avrebbe fatto morire. Inoltre si pensava che se ci si addormentava sotto al Maggiociondolo, era assicurato un mal di testa

A Cesana Torinese, un affascinante paesino delle Alpi Cozieche sorge sulle sponde della Dora Riparia vicino al confine con la Francia, ogni anno si celebra una festa dedicata a questa pianta.

Il Maggiociondolo ha ispirato lo scrittore J.R.R. Tolkien per la genesi del personaggio di Laurelin, uno dei due alberi mitologici del “Simarillon”. 

Secondo una leggenda della tradizione agropastorale abruzzese l’origine di questa pianta è da collocare in Frigia dove vivevano delle gigantesche guerriere, chiamate “majellane”.
Il figlio della guerriera Maja, fu ferito in battaglia. La madre si spinse fino al monte Paleno per raccogliere una pianta rarissima destinata a curarlo ma lo scioglimento tardivo della neve le impedì di trovarla ed il giovane morì.
Giove fece quindi crescere il Maggiociondolo, con i suoi grappoli di fiori gialli, ed il monte Paleno fu chiamato Majella in onore di Maja, che diventò la custode delle selve, delle acque e dei segreti del monte. Maja diede anche origine al nome del mese di maggio mese in cui fiorisce questa pianta.

Tossicità  e/o uso erboristico

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) – di Katrin Schneider CC BY-SA 4.0

Dai semi del Maggiociondolo si estrae la citisina, una molecola che ha una dote molto speciale: aiuta i fumatori a smettere di fumare. Si tratta di una proprietà scoperta negli Anni Sessanta del Novecento, ed oggi impiegata con successo in molti Centri di cura per chi vuole liberarsi dal vizio del fumo.

Il Maggiociondolo è tanto bello quanto pericoloso: è velenoso in ogni sua parte, e rende tossico il latte delle mucche che hanno brucato i suoi rami.
Sono soprattutto i semi contenuti nei baccelli ad essere velenosi, in particolare quando non sono ancora maturi, in quanto sono carichi di sostanze velenose.

L’intossicazione si manifesta con l’ingestione anche di un solo seme. I sintomi sono vomito, crampi, sudori freddi. Addirittura l’intossicazione può causare la morte.

In alcune regioni il Maggiociondolo è considerato una pianta magica. Secondo la leggenda le streghe lo usavano per preparare pozioni e bevande, e durante i sabba si pensava cavalcassero un bastone realizzato con il legno di questa pianta.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei fiori

Bello ma velenoso, il Maggiociondolo è ambivalente anche nel linguaggio dei fiori: secondo la tradizione popolare si tratta di una pianta con connotati negativi perchè in passato con i suoi rami flessibili e resistenti venivano costruiti archi molto potenti e letali.

Anche la tossicità della pianta ha influito sulla sua cattiva reputazione. Nel contempo, però, il Maggiociondolo viene anche associato al benvenuto per via del periodo di fioritura della pianta e dalla peculiarità dei suoi fiori riuniti in grappoli, di un colore giallo oro.

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