Hardenbergia

Hardenbergia violacea
Hardenbergia violacea – foto di KENPEICC BY-SA 3.0

Appartiene alla stessa famiglia dei piselli odorosi, è l’Hardenbergia un genere che comprende tre specie che crescono selvatiche in Tasmania e nelle regioni costiere dell’Australia orientale, dove possono trovarsi in molti habitat diversi, dalle foreste aperte, alle garighe fino alle brughiere.

Tra le specie del genere si trovano piante sempreverdi, rampicanti dalla crescita veloce.

La peculiarità dell’Hardenbergia è la fioritura che ricorda quella del glicine e che è caratterizzata da lunghi grappoli di fiori violacei o bianchi che decorano già dalla fine di gennaio.

L’Hardenbergia è caratterizzata da un fusto legnoso che arriva a raggiungere 3 metri di altezza e che può attorcigliarsi sui tronchi di altre piante. In base alle varietà, le foglie, possono essere ovali o strette, sono coriacee, di colore verde scuro intenso e con venature appariscenti.

A marzo sbocciano i fiori, riuniti in spighe o racemi. I baccelli penduli in alcune specie, si aprono in modo rumoroso nel momento in cui rilasciano i semi. Il colore cambia a seconda della varietà.

La pianta produce frutti a forma di baccello che contengono i semi.

Queste piante sono impiegate come piante ornamentali, per schermare o coprire il terreno. Le foglie vengono utilizzate per preparare una bevanda.

Classificazione botanica

L’Hardenbergia è un genere appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Alla famiglia delle Fabaceae appartengono anche i generi Acacia, le Ginestre, il Maggiociondolo, i Lupini, il Trifoglio, i Glicini, i Cercis compreso Albero di Giuda (Cercis siliquastrum)

Principali specie

Secondo The Plant List al genere appartengono tre specie: Hardenbergia violacea (la più comune in coltivazione a scopi ornamentali), Hardenbergia comptoniana e Hardenbergia perbrevidens.

Hardenbergia comptoniana

Hardenbergia comptoniana
Hardenbergia comptoniana – foto di GnangarraCC BY 2.5 AU

Questa specie è originaria dell’Australia occidentale. È stata la prima specie ad arrivare in Europa, all’inizio dell’Ottocento. La prima fioritura è avvenuta nelle serre di lady Northampton, il cui cognome di famiglia era Compton, per questo motivo il botanico H.C. Andrews l’ha battezzata Glycine comptoniana, è stata poi assegnata a Kennedia, finché Bentham ha creato il genere ed ha pubblicato gli esemplari raccolti dal barone Hügel come  Hardenbergia huegelii, pensando si trattasse di una specie diversa.

Si tratta di una pianta rampicante vigorosa caratterizzata da foglie tripalmate, di colore verde scuro, formate da tre foglioline da lanceolate a ampiamente ovate, la cui lunghezza arriva fino a 15 cm. C’è anche una forma bianca. Da metà primavera ad inizio estate, produce racemi penduli ricchi di fiori il cui colore vira da malva a blu, con marcature bianche alla base. I frutti sono baccelli cilindrici grigio-bruni.​

Può essere coltivata anche in zone ombreggiate. Vanta una vigoria tale da riuscire a coprire velocemente intere recinzioni e ad arrampicarsi su alberi anche molto alti.

Hardenbergia violacea 

Hardenbergia violacea
Hardenbergia violacea – foto di KENPEICC BY-SA 3.0

È certamente quella più coltivata a scopi ornamentali.

Si tratta di una rampicante sempreverde che, tra le specie del genere, è la più utilizzata e anche la più resistente. Può avere un portamento anche strisciante o cespuglioso, oltre che rampicante.

L’Hardenbergia violacea è originaria dell’Australia dove cresce in habitat diversi: dai boschi alle montagne e alle zone marittime.

Vanta un bel fogliame e dei bellissimi fiori che la rendono perfetta per decorare giardini e muretti di cinta.

In commercio sono disponibili varie cultivar, tra cui:

  • ‘Alba’ caratterizzata da fiori bianchi;
  • ‘Carpet Royale’ che vanta un portamento tappezzante, con fiori viola malva;
  • ‘Flat White’, una tappezzante compatta con fiori bianchi;
  • ‘Happy duo’, che porta contemporaneamente grappoli bianchi e grappoli viola;
  • ‘Happy Wanderer’, una varietà molto vigorosa, che produce fiori malva/porpora;
  • ‘Meema’, che ha un portamento cespuglioso, con fiori viola chiaro;
  • ‘Pink Cascade’ caratterizzata da fiori rosa;
  • ‘White Cascade”, che vanta una fioritura precoce bianco candido. 

Nel giardino può essere collocata in zone riparate, esposte a sud ovest ma può essere coltivata anche indoor in giardini d’inverno o in serre non riscaldate.

Fioritura

In inverno-primavera questa pianta fiorisce regalando fiori che sono costituiti da un grande petalo superiore, due petali laterali chiamate ali e da altri due petali inferiori saldati insieme. Il colore è generalmente viola chiaro ed al loro interno sul petalo superiore, è possibile notare due macchie colorate.

Consigli per la coltivazione dell’Hardenbergia

Grazie al suo portamento rampicante, questa pianta si sviluppa lungo muri e recinzioni, è per questo è perfetta per una copertura veloce ed uniforme, in particolare in zone protette o non particolarmente fredde. Si può coltivare sia in piena terra che in vaso, in un giardino d’inverno o in serre non riscaldate.

Coltivazione in vaso

La Hardenbergia si può anche coltivare in vaso. Ogni due anni c’è da fare il rinvaso usando un contenitore leggermente più grande di quello precedente. È preferibile usare vasi di terracotta che aiutano a smaltire l’umidità del terreno in eccesso.

Coltivazione in piena terra

L’Hardenbergia preferisce una posizione soleggiata o semi-ombreggiata. Fiorisce meglio se collocata in pieno sole. Il terreno deve essere ben drenato e preferisce un luogo privo di gelate, anche se tollera un po’ di gelo. Ha la tendenza ad arrampicarsi su un muro o su una recinzione e a crescere a tanto in cima, mentre in basso la crescita è stentata.

Coltivazione in terrazzo

Hardenbergia violacea
Hardenbergia violacea – foto di peganumCC BY-SA 2.0

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare terrazzi e balconi.

Temperatura

L’Hardenbergia vanta una minima resistenza al freddo, sopporta temperature di -5 gradi centigradi. Temperature troppo rigide fanno però soffrire la pianta, per questo è importante garantire una collocazione in zone riparate dal gelo o, in alternativa, proteggere della pianta dal freddo come l’uso di tessuto non tessuto.

Luce

Ama l’esposizione al sole, ma teme i venti forti. Può essere tenuta anche in ombra parziale ma in tal caso ne risentirà la fioritura.

Terriccio

Il terreno deve essere fertile, profondo, fresco e ben drenato, per evitare ristagni dannosi per le radici. Questa pianta preferisce suoli con pH leggermente acido.

Annaffiatura

Questa pianta è resistente alla siccità, tuttavia è importante irrigare costantemente durante l’estate.

È al contempo necessario evitare i ristagni idrici garantendo un buon drenaggio del terreno. In inverno si accontenta invece dell’acqua piovana e può essere innaffiata anche soltanto nel momento in cui il terreno si presenta completamente asciutto nei periodi particolarmente siccitosi.

Moltiplicazione

Hardenbergia violacea
Hardenbergia violacea – foto di peganumCC BY-SA 2.0

L’Hardenbergia può essere moltiplicata per talea o per semina.

La talea si esegue al termine dell’estate tagliando una porzione apicale di pianta di 15 cm circa dalla quale andranno eliminate le foglie che si trovano nella parte inferiore. Si inserisce poi la base della talea in un miscuglio di sabbia e torba. Infine si compatta il terriccio che, ricordiamo, deve essere umido.

Va mantenuta un’umidità costante coprendo il tutto con un telo di plastica trasparente e rimuovendo quotidianamente l’umidità che si forma sul telo di plastica. Quando spuntano i primi germogli significa che la talea ha radicato.

Se si opta per la propagazione per semina si devono porre i semi in ammollo in acqua bollente fino a quando non si sarà raffreddata. Si tratta di un processo fondamentale per rendere la cuticola esterna del seme permeabile all’acqua. Dopo questa operazione si può effettuare la semina classica.

Concimazione

Nel periodo che va dal tardo inverno all’inizio della primavera è consigliabile usare del letame. Si può impiegare anche un concime a lento rilascio specifico per arbusti fioriti.

Potatura

Per contenere lo sviluppo della pianta si rivelano utili delle severe potature che possono essere eseguite in primavera al termine delle fioriture. Durante tutto l’anno è comunque possibile attuare tagli di contenimento ripetuti.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Hardenbergia violacea
Hardenbergia violacea – foto di KENPEICC BY-SA 3.0

L’Hardenbergia è una pianta abbastanza resistente, tuttavia può essere attaccata da afidi, dal ragnetto rosso e dalle cocciniglie che possono portare a scolorimenti, avvizzimenti e che possono sbilanciare la crescita di foglie e fiori.

In caso di eccessiva umidità possono inoltre insorgere alcune malattie fungine come l’oidio che si manifesta con la presenta colonie bianche polverulente che possono danneggiare foglie e steli. L’espansione della malattia si può limitare eliminando le parti danneggiate.

Curiosità

Il nome generico, “Hardenbergia”, è stato coniato nel 1837 dal botanico inglese George Bentham in onore della contessa Franziska von Hardenberg, il cui fratello, il barone Carl von Hügel (1794-1870) , aveva raccolto delle piante nell’ Australia occidentale nel 1834.

La prima specie ad essere scoperta è stata Hardenbergia violacea, una specie rampicante descritta nel 1793 dal botanico olandese George Voorhelm Schneevoogt, che l’aveva però attribuita ad un altro genere. Il primo nome era Glycine violaceae. Mezzo secolo, è stato costituito il genere Hardenbergia,.

Tossicità  e/o uso erboristico

L’Hardenbergia non è tossica né per l’uomo né per gli animali
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori l’Hardenbergia simboleggia l’energia

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