Piante grasse: errori di coltivazione e parassiti

Prendersi cura delle piante grasse è piuttosto semplice, ma le avversità, parassiti in primis, sono sempre dietro l’angolo

In casa e in ufficio: le piante grasse stanno invadendo non solo gli spazi abitativi. Apprezzate per le forme molto particolari e assortite e per le sfumature di colore. Stanno diventando delle vere e proprie star nel mondo delle piante ornamentali. Non è solo una questione di estetica: le succulente si fanno amare anche perché richiedono poche cure. Basta davvero poco per vederle crescere a vista d’occhio e fiorire (proprio così, sono tante le specie che incantano con i loro fiori dalle vivaci tonalità), ma è bene conoscere le basi per una corretta coltivazione.

Le piante grasse hanno la capacità di immagazzinare l’acqua nei propri tessuti per lunghissimi periodi, riuscendo a sopravvivere in ambienti caldi e in condizioni di siccità per lunghi periodi. Questo è un grande punto a loro favore, perché dimenticarsi di effettuare la consueta annaffiatura non sarà di certo un grande problema. A questa grande capacità si aggiungo altri pregi che hanno permesso alle piante grasse di scalare la classifica delle piante più richieste per abbellire case, uffici e qualsiasi spazio all’aperto (le migliori per valorizzare un giardino roccioso):

  • facilità di coltivazione e buona adattabilità;
  • grande assortimento di varietà per accontentare proprio tutti gli appassionati dal pollice verde (anche quelli con il pollice meno verde… leggermente sbiadito);
  • elevato valore ornamentale. Preziose per l’outdoor e di grande impatto per gli ambienti chiusi: le piante grasse sono un vero e proprio must have botanico.

Tutto molto bello, ma… attenzione! Le cure necessarie per le piante grasse sono poche, ma mirate. Di seguito tante informazioni utili per capire, specialmente quando le più belle succulente si trovano in ambienti chiusi, quali sono i principali problemi di coltivazione e i più pericolosi parassiti che potrebbero attaccarle.

Alcuni pratici consigli per prendersi cura delle piante grasse in casa

Danni alle piante grasse: errori di coltivazione e ambientali

In casa, così come in ufficio, è opportuno seguire delle direttive ben precise per coltivare senza problemi le piante grasse. Sono 3 i principali problemi che potrebbero danneggiare anche le più resistenti specie:

  1. Basse temperature: le piante grasse hanno bisogno di una temperatura costante e abbastanza alta per crescere sane e forti. Specialmente in inverno è consigliato sistemare il vaso in ambienti dove è possibile evitare il pericolo di fredde correnti d’aria o quanto meno limitarlo. Basse temperature o oscillazioni frequenti che vedono salire e scendere la colonnina di mercurio rapidamente potrebbero determinare un ingiallimento dei tessuti e farli seccare. Se a tutto questo si aggiunge anche la poca accortezza nelle annaffiature, causando un eccesso idrico nel substrato, non c’è scampo e anche gli esemplari più grandi, in poco tempo, moriranno. Tra le specie più sensibili ai cambiamenti di temperatura e alle correnti d’aria possiamo menzionare: Crassula, Sansevieria, Kalanchoe e Schlumbergera (presentano tutte tessuti abbastanza molli).
  2. Poca luce: la scarsa illuminazione è causa di un rammollimento dei tessuti delle parti superiori delle succulente. Le posizioni di ombra totale non dovrebbero mai essere prese in considerazione quando si parla di coltivazione di queste piante. La luce è fondamentale per evitare l’assottigliamento e l’incurvatura dei fusti, ma anche una crescita più lenta. Ambienti molto luminosi, evitando comunque l’esposizione ai raggi diretti del sole, è quel che serve alle succulente più delicate (Pachycereus, Euphorbia, Opuntia e Sansevieria).
  3. Eccesso di umidità: ristagni idrici causati da abbandonanti annaffiature e un substrato scarsamente drenante o dalla continua presenza di acqua nel sottovaso sono pericolosissimi per tutte le piante grasse. L’asfissia radicale è il primo problema che potrebbe presentarsi, seguito da repentino avvizzimento delle parti verdi. Meglio intervenire solo quando gli strati superficiali del terriccio si presentano asciutti al tatto e sfruttare sempre materiali, da sistemare sul fondo del vaso, in grado di aumentare il potere drenante del substrato.

Avversità parassitarie delle piante grasse

Quali sono i nemici più temuti dalle piante grasse? Come comportarsi? Ecco come riconoscere le avversità parassitarie e intervenire limitando i danni.

Cocciniglie

La cocciniglia cotonosa, che si presenta con ammassi biancastri e appiccicosi sotto i quali si nascondo gli insetti, e la cocciniglia a scudetto, ben visibile per le piccole incrostazioni di colore chiaro o più scuro sui fusti, sono i principali nemici di tutte le piante grasse.

Cosa succede? Le parti verdi iniziano ad ingiallire a causa della sottrazione della linfa, per poi seccare in breve tempo.

Cause: scarsa luminosità o irrigazioni abbondanti.

Rimedi: se l’attacco è di limitata entità e possibile procedere con rimedi naturali, cioè con irrorazioni di acqua e sapone di Marsiglia; nei casi più disperati procedere con l’utilizzo di insetticidi specifici che soffocheranno gli insetti.

Piante più colpite: Crassula, Kalanchoe e Echeveria.

Cocciniglia, i consigli dell’esperto

Acari e ragnetti

I ragnetti rossi e gli afidi amano le piante grasse dotate di foglie carnose. È facile individuarne la presenza, poiché il verde delle piante metterà in risalto i piccoli puntini bianchi/argentati o bruni.

Cosa succede? In caso di pesante attacco le strutture verdi iniziano ad ingiallire e deformarsi fino al deperimento vegetativo.

Rimedi: ricorrere immediatamente a specifici acaricidi per piante da interno.

Piante più colpite: Crassula, Aloe e Kalanchoe.

Muffa grigia

La presenza di aree di marciume di colore scuro ricoperte da una patina grigiastra è il campanello d’allarme per correre ai ripari.

Cosa succede: il fungo causa il rapido disfacimento dei tessuti, specialmente negli esemplari di piccola taglia.

Cause: elevata umidità ambientale.

Rimedi: ridurre drasticamente le annaffiature e spostare la pianta in posizione luminosa in un ambiente ben arieggiato (evitare sempre le correnti d’aria).

Piante più colpite: Opuntia, Hawortia, Echinocactus, Mammillaria, Notocactus, Crassula, Euphorbia, Sanseviera, Schlumbergera.

Fumaggine

I residui secreti da afidi e cocciniglie sono terreno fertile per i funghi della fumaggine che attaccano le piante più deboli (scarsa nutrizione) o quelle che non ricevono abbondante luce. Accorgersi dell’attacco è semplice: si notano delle macchie di colore scuro e polverose sulle parti verdi della pianta.

Cosa succede? In caso di attacco prolungato le parti verdi delle piante grasse iniziano ad ingiallire e piegarsi verso il basso.

Cause: eccessiva umidità e nessun intervento dopo aver appurato la presenza di afidi e cocciniglie.

Rimedi: lavare con cura le parti colpite con acqua e sapone di Marsiglia e risciacquare.

Piante più colpite: Echeveria, Aloe, Kalanchoe.

Larve di Nottue

Colpiscono le piante grasse durante la primavera, specialmente durante le ore serali, fuoriuscendo dal substrato.

Cosa succede? Le larve, con velocità impressionante, erodono i tessuti carnosi e più teneri della pianta.

Cause: utilizzo di un terriccio di scarsa qualità e poca accortezza durante il rinvaso. Utilizzare contenitori dove prima erano messe a dimora altre piante è sconsigliato, poiché le uova potrebbero essere già lì, pronte a schiudersi e attaccare la nuova arrivata.

Rimedi: eliminare le larve manualmente è la miglior cosa da fare per salvare la pianta.

Piante più colpite: Sempervivum, Aloe, Crassula, Schlumbergera.

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