Tecoma capensis o Tecomaria capensis

Tecoma capensis
Tecoma capensis- foto di PrennCC BY-SA 3.0

Tecoma capensis, nota anche Tecomaria capensis, o come Bignonia capensis o ancora come caprifoglio del Capo, è una semi-sempreverde originaria del Sud Africa, Swaziland e sud Mozambico.

Si tratta di un arbusto rampicante che arriva a misurare un’altezza di 3 metri. È caratterizzata da foglie opposte, leggermente seghettate che misurano una lunghezza di 15 cm.

In diversi periodi dell’anno produce fiori tubolari che virano dal rosso all’albicocca, che misurano una lunghezza di circa 7,5 cm e che sono raggruppati in grappoli terminali.

Viene usata a scopo ornamentale per decorare il giardino, o per schermare o, ancora, per realizzare una siepe, soprattutto nei giardini mediterranei. Viene utilizzata come rampicante, sebbene non abbia organi di sostegno, per cui bisogna fissarla contro dei sostegni.

Classificazione botanica

La Tecoma capensis è una specie del genere Tecoma della famiglia delle Bignoniaceae.

Alla stessa famiglia appartengono i genere Bignonia, Catalpa, Campsis, Pandorea, Podranea (Podranea ricasoliana), Pyrostegia (Pyrostegia venusta).

Fioritura

La Tecoma capensis fiorisce generalmente dall’estate fino all’autunno inoltrato ma il suo periodo di fioritura è piuttosto irregolare.

I fiori hanno forma tubolare ed il loro colore varia dal rosso, all’arancio intenso, al color albicocca.

Consigli per la coltivazione della Tecoma capensis

Tecoma capensis
Tecoma capensis- foto di User:BotBln CC BY-SA 3.0

Nelle regioni calde la Tecoma capensis si comporta da sempreverde mentre nelle regioni a clima rigido perde le foglie nel tardo autunno. Meglio fornire una protezione nelle regioni soggette ad intensi geli.

Ben si presta per ricoprire pareti, muri di recinzione, pergolati.

Coltivazione in vaso

Nella coltivazione in vaso si deve tenere presente che la Tecoma capensis cresce rapidamente, quindi necessita di un rinvaso annuale usando un contenitore più grande del precedente riempito di terreno fresco molto ben drenato.

Nel momento in cui la pianta diventa troppo grande per essere spostata, ci si può limitare a sostituire i primi 10 centimetri di terriccio vecchio con del terriccio nuovo.

Coltivazione in piena terra

Tecoma capensis
Tecoma capensis

Se si vive in una zona a clima mite la Tecoma capensis può essere allevata in piena terra.

In giardino è altamente decorativa, si deve scegliere una posizione in semi-ombra o in pieno sole, meglio se vicino ad un muro.

Pianta da siepe

La Tecoma capensis viene sovente usata per creare siepi, ovviamente la potatura è fondamentale per dare la forma desiderata ed evitare l’aspetto disordinato.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare terrazzi e balconi.

Temperatura

Non sopporta il gelo e tollera temperature fino a 5 °C. Va protetta anche dai venti gelidi.

Va molto bene nei giardini mediterranei.

Luce

I fiori tubolari il cui colore va dal rosso all’albicocca sbocciano a profusione se la piana riceve le adeguate ore di luce al giorno.

Terriccio

È una pianta che cresce bene in qualsiasi tipo di terreno purché ben drenato e purché non sia calcareo.

Annaffiatura

Tecoma capensis
Tecoma capensis- foto di MokkieCC BY-SA 3.0

Generalmente la Tecoma capensis ha una buona tolleranza alla siccità e si accontenta dell’acqua piovana, se ben stabilita.

Tuttavia durante i mesi estivi, in caso di siccità, è opportuno somministrare irrigazioni abbondanti e regolari, in particolar modo se la pianta è giovane e se la messa a dimora è recente.

Moltiplicazione

La Tecoma capensis può essere propagata per seme, per talea e per propaggine.

Nel mese di marzo si può procedere alla propagazione per seme.
I semi vanno distribuiti in un substrato specifico, ricco e soffice. Si tiene poi il contenitore ad una temperatura di circa 13 gradi e si attende la germinazione.
Quando le piantine sono abbastanza robuste si possono trasferire in vasi singoli e la primavera seguente si possono mettere a dimora definitiva.

La moltiplicazione per talea si esegue in autunno.
Le talee, che devono misurare circa 10 cm, si mettono a dimora in una miscela di torba e sabbia.
Quando avviene la radicazione le piante si trasferiscono in vasi singoli e si tengono al riparo per un periodo minimo di 2 anni.

Anche la moltiplicazione per propaggine si esegue in autunno.
Si interra a pochi centimetri di profondità un ramo lungo e flessibile della pianta e si separa dalla pianta madre dopo un anno circa trasferendola con il suo apparato radicale a dimora definitiva.

Concimazione

Tecoma capensis
Tecoma capensis- foto di Svetlana GrechkinaCC BY-SA 2.0

La regolare somministrazione di concime granulare a lenta cessione favorisce la fioritura e l’emissione di nuovi getti. Il concima va posto alla base della pianta.

Potatura

Questa pianta può essere potata durante il suo periodo di riposo vegetativo. Il tipo di potatura varia in base all’effetto che si desidera ottenere.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Può subire gli attacchi di afidi e soffrire di oidio o mal bianco in caso di eccessiva umidità.

Curiosità

Tecoma capensis
Tecoma capensis

La Tecoma capensis è impollinata da uccelli che si nutrono di nettare ed i suoi fiori attraggono api e farfalle.
Le foglie vengono brucate dalla selvaggina e dagli animali da allevamento.

Ha ottenuto l’Award of Garden Merit della Royal Horticultural Society.

Tossicità e/o uso erboristico

La corteccia della Tecoma capensis è usata nella medicina tradizionale per alleviare il dolore e l’insonnia, contro l’astenia, per curare le affezioni del petto come la bronchite, per trattare i dolori di stomaco, la diarrea e la dissenteria e anche per facilitare il flusso del latte nelle puerpere. Le foglie sono impiegate nel trattamento di diarrea e gastroenterite.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Nei luoghi di origine la Tecoma capensis è considerata una pianta sacra, simboleggia la fortuna e per questo è usata per decorare le chiese durante i matrimoni.

Regalarla a qualcuno significa manifestare la propria amicizia.

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