Corydalis

Corydalis
Corydalis

Il Corydalis è un genere che comprende piccole erbacee annuali o perenni che si distinguono per il tipico fiore a “sperone”. Le specie del genere sono ampiamente distribuite nell’emisfero settentrionale, tra cui Europa, Asia, Nord America e le montagne dell’Africa. In Italia sono diffuse nelle Alp e negli Appennini.

Si presenta come una pianta tuberosa piccola e discreta ma ricercata. I suoi fiori ricordano quelli delle orchidee selvatiche.

La sua altezza non raggiunge i 50 cm, ha un portamento eretto o prostrato e l’aspetto generale è glabro e glauco. Non ha una forma biologica prevalente, ma il 50% delle specie sono bulbose.

Le radici generalmente sono secondarie da rizoma o da bulbo, il fusto è semplice o ramoso e mediamente foglioso. Le foglie hanno lobi che possono essere lanceolati, oblanceolati od ovali. La disposizione delle foglie lungo il fusto è alterna.

L’infiorescenza è costituita da un racemo terminale con molti fiori il cui colore è giallo, bianco (o biancastro verso il giallo) o roseo-porporino per le specie spontanee dell’Italia. Ci sono anche varianti blu presenti in altre zone. I fiori sono protetti da brattee che possono essere intere o dentate.

Classificazione botanica

Il Corydalis è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Papaveraceae (tra le quali ricordiamo il genere Dicentra, Eschscholzia e Papaveri).

Principali specie

Tra le specie del genere Corydalis citiamo le seguenti

Corydalis afghanica

Si tratta di una specie caratterizzata da fogliame grigio verde e fiori bianchi o rosa pallido originaria dell’Afghanistan settentrionale dove cresce in luoghi rocciosi.

Ama un’estate secca o una protezione del bulbo.

Corydalis aitchinsonii

E’ originaria dell’Afghanistan e dei paesi adiacenti dove cresce in luoghi rocciosi. Presenta foglie grigie e fiori giallo brillante che con l’età virano all’ arancione.

Corydalis angustifolia

Corydalis angustifolia
Corydalis angustifolia – foto di peganumCC BY-SA 2.0

Questa specie è originaria del Caucaso, della Turchia e delle montagne Elburz dell’Iran dove cresce nelle foreste. Presenta un tubero che è quasi un cormo.

È molto simile alla Corydalis solida. Produce fiori che possono essere da bianchi a giallo crema con petali interni con punte interne di colore viola e foglie con foglioline lineari lanceolate strette e profondamente divise. Le brattee sono divise in tre.


Corydalis bracteata

Corydalis bracteata
Corydalis bracteata – foto di Kor!AnCC BY-SA 3.0

E’ originaria delle montagne Sayan nella Siberia centrale e si coltiva dall’inizio del 19° secolo.

Ogni anno, alla fine dell’estate, mentre la pianta sembra essere dormiente, un nuovo tubero cresce dall’interno del vecchio. Va coltivata in una posizione ombreggiata in un terreno ben drenato ma ricco di humus.


Corydalis buschii

Si tratta di una specie boschiva dell’Asia orientale (Russia, Cina, Corea del Nord) dove cresce in prati umidi e radure. Ha tuberi simili a stoloni e foglie del fusto divise con foglioline appuntite e densi racemi di fiori viola rosati.

Corydalis caucasica

Corydalis caucasica
Corydalis caucasica– foto di EttrigCC BY-SA 4.0

E’ una specie di bosco del Caucaso. Anche se è molto simile a Corydalis solida, si distingue per le brattee non tagliate e un labbro espanso al petalo inferiore.

Corydalis cheilanthifolia

Corydalis cheilanthifolia
Corydalis cheilanthifolia

Si tratta di una specie robusta e sempreverde originaria delle regioni montane cinesi. Oltre ad essere affidabile regala una prolificua fioritura. E’ decorativa tutto l’anno per via delle foglie sottili come quelli della felce.

Corydalis ruksansii

Questa specie è originaria della steppa del Tagikistan e dell’Uzbekistan dove cresce ad altitudini di 1500-2500 metri in terreni ricchi di humus. Arriva a misurare fino a 15 cm, presenta foglie divise e piccoli fiori bianchi stretti con nervature centrali rosa porpora nei petali esterni. I petali interni sono sfumati di viola.

Corydalis schanginii

Questa specie è distribuita dall’angolo occidentale della Mongolia al Mar Nero, dove cresce in zone secche estive ad un’altitudine da 500 a 2000 metri.

Corydalis vittae

E’ originaria della Georgia dove cresce nei prati calcarei subalpini ad un’altitudine di 2200 metri. E’ caratterizzata da foglie profondamente divise e da 6 a 16 fiori, bianchi sfumati di viola con lo sperone del petalo superiore che si incurva verso l’alto.

Corydalis wendelboi

La Corydalis wendelboi cresce su colline sassose da 700 a 2000 metri di altezza in Anatolia occidentale, Turchia. Fiorisce nei mesi di maggio e giugno. Presenta foglie grigio-verdi, profondamente lobate e fiori viola chiaro con i tepali interni a punta viola scuro.

Corydalis ledebouriana

Questa specie cresce sui pendii rocciosi dell’Asia centrale. Necessita di condizioni fresche e di luce elevata per mantenersi compatta. Le foglie grigio verdi hanno foglioline da ellittiche a rotonde. I fiori sono rosa pallido con labbra rosa-porpora.

Tra le specie spontanee in Italia troviamo queste specie.

Corydalis intermedia

Corydalis intermedia
Corydalis intermedia

Tra le specie spontanee in Italia c’è la Corydalis Intermedia, una bulbosa perenne originaria dell’ Europa centrale dove cresce in luoghi a mezz’ombra, boschi a quote comprese tra i 0-2000 metri sul livello del mare

E’ caratterizzata da uno sperone lungo da 8 a 15 millimetri, arriva a misurare un’altezza fino a 15 centimetri. Produce fiori purpurei o bianco-rosati. Il fusto porta un unico racemo fiorale. Fiorisce nel periodo aprile-giugno.

La pianta vanta proprietà medicinali e può essere utilizzata come emmenagoga.

Corydalis capnoides

Questa specie annuale, arriva a misurare un’altezza di 30 centimetri. Presenta racemi fiorali posizionati all’ascella delle foglie. Produce fiori giallo-bianco. Il suo habitat tipico sono i muri e le macerie. È diffusa, ma rara nel Cadore e in Val Pusteria a quote tra i 600 e 1200 metri sul livello del mare.

Corydalis alba

Corydalis alba – foto di Paul Asman and Jill LenobleCC BY 2.0

Si tratta di una specie nativa dei monti Illirici e Appennini. Cresce nelle rupi calcaree. Si trova sugli Appennini a quote comprese tra i 100 e 1500 metri sul livello del mare. Presenta uno sperone lungo da 2 a 4 millimetri, produce fiori gialli o biancastri. Il fusto è rizomatoso con racemi in posizione ascellare. La pianta arriva a misurare fino a 25 centimetri di altezza ed ha un ciclo biologico perenne.

Corydalis cava

Corydalis cava
Corydalis cava – foto di Kristian PetersCC BY-SA 3.0

Questa pianta da bosco è originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale. Il suo nome comune è ‘radice cava’ .E’ caratterizzata da un tubero perenne di forma insolita che aumenta di dimensioni ogni anno. Lo sperone è lungo da 8 a 15 millimetri. Produce fiori purpurei o bianco-rosati. Il fusto porta un unico racemo fiorale.

Corydalis solida

Corydalis solida
Corydalis solida – foto di Jean-Pol GRANDMONTCC BY 3.0

Questa specie perenne è originaria dell’Europa e dell’Asia dove cresce nei prati o nei boschi. In base alla varietà c’è una considerevole variazione nelle foglie e nel colore del fiore, che varia dal bianco al rosa e al viola con il colore più comune che è il viola opaco. L’infiorescenza è formata da un unico racemo terminale. I fiori sono di colore roseo-purpureo con sfumature bianche.

Fioritura


La Corydalis fiorisce in primavera, la fioritura varia in base alla specie ed anche alla zona di coltivazione ma generalmente va da aprile a giugno.

Consigli per la coltivazione del Corydalis

Coltivate in giardino Corydalis si rivelano adatte per tentare una rinaturalizzazione, oppure per rinverdire zone ombrose dove risulta difficoltoso fare crescere altre piante, o, ancora, per essere abbinate a siepi spoglianti in modo tale da ravvivarle con la loro fioritura. Si usano in bordure miste o nelle parti in ombra dei giardini rocciosi, purché si garantisca “un invaso” di terreno fresco e profondo.

Non è difficile coltivare questa pianta, purché si rispettino le necessità della pianta e si garantiscano le condizioni naturali nelle quali la pianta prospera.

I bulbi si acquistano in autunno ed è bene fare una selezione accurata prima di metterli a dimora. Si devono scartare quelli molli, ammuffiti, o comunque mal conservati.
Vanno messi nel terreno subito in quanto tendono a seccarsi facilmente per via del diametro limitato.
Se non si può procedere subito con la messa a dimora, allora si possono conservare in un luogo fresco e non troppo secco.

I semi raccolti e seminati entro l’anno all’inizio dell’autunno nei mesi di settembre-ottobre generalmente hanno una buona germinazione. I semi si possono essere conservati in sabbia umida, che sembra aiutare la vitalità.

Coltivazione in vaso

Le piante di Corydalis, come i tulipani, possono essere facilmente coltivati anche in vaso.

Si deve scegliere una fioriera che misura una larghezza di circa 30 centimetri ed una lunghezza minima di 60 centimetri. Si deve usare un terreno da giardino misto a torba e sabbia.

Il vaso va collocato in una zona riparata dal sole e dal freddo.

Durante l’ inverno, stagione in cui le piante entrano in riposo vegetativo, è necessario mantenere il terreno appena umido.

La Corydalis si rinvasa ogni anno in primavera.

Coltivazione in piena terra

Corydalis solida
Corydalis solida

I bulbi di Corydalis vanno messi a dimora in autunno a piccoli gruppi, da tre o cinque, mantenendo una distanza di 20 centimetri una dall’altra.

Dopo la messa a dimora, è bene eseguire una leggera pacciamatura con foglie secche volta a limitare al minimo la perdita d’acqua.

La pacciamatura può essere eseguita anche usando corteccia o aghi di pino, materiali organici che contribuiscono ad acidificare il terreno.

Coltivazione in terrazzo

Se si opta per la coltivazione in vaso, si può collocare la pianta in terrazzo. Anche in questo caso è opportuno tenerla lontana dal sole e dal freddo.

Temperatura

Questa pianta può essere coltivata in tutta Italia, in caso di freddo e di caldo secco va in dormienza, ma poi riprende quando le temperature lo permettono. Ci sono poi differenze tra singole specie..

Luce

La Corydalis preferisce il luoghi umidi ombreggiati o in ombra parziale. Si può quindi scegliere una collocazione che sia riparata delle chiome degli alberi o dalle siepi di recinzione.

In pieno sole la crescita è stentata.

Terriccio

 Corydalis
Corydalis

La Corydalis va coltivata in un terreno fresco, umido, ben drenato, profondo e ricco di sostanza organica.

Durante la primavera, dopo la fioritura, le foglie assorbono l’energia utile per nutrire le radici, generalmente all’arrivo del caldo le foglie seccano e la pianta entra in riposo.

Generalmente le foglie spuntano nuovamente in autunno, per poi seccare nuovamente in inverno.

Annaffiatura

Il terreno va mantenuto umido, soprattutto in estate, intervenendo con irrigazioni nel momento in cui scarseggiano le precipitazioni.

Per proteggersi da un clima caldo e secco le Corydalis anticipano l’inizio della fase di quiescenza e seccano le foglie che ricompaiono solo la primavera successiva. La pianta sopravvive, ma il terreno rimarrà nudo.

Moltiplicazione

In natura la pianta si riproduce in modo spontaneo per seme ma si può propagare per via agamica per divisione dei cespi o dei tuberi.

Propagazione per divisione dei cespi

Durante i mesi autunnali, prima che le piante scompaiano, si può procedere con la divisione dei cespi folti e vigorosi che hanno prodotto nuovi tuberi, ripiantandoli subito in buche ben lavorate e fertili. Infine si annaffia abbondantemente per favorire l’attecchimento.

Concimazione

 Corydalis
Corydalis

In autunno prima dell’impianto dei bulbi, è possibile arricchire il terreno somministrando del letame maturo a 3-5 centimetri di profondità.

Potatura

Questa pianta non ha bisogno di potature, è sufficiente eliminare le parti che via via diseccano.

Abbinamenti con altre piante

La Corydalis si abbina con le hosta, con i narcisi, gli anemoni, le dicentre. Nelle aiuole questa pianta cresce rigogliosa all’ombra di piante con le medesime esigenze pedoclimatiche come le piante di Aspidistra.

Altri consigli per la cura

Per la pacciamatura si rivelano ottimi gli aghi di pino. Durante i mesi autunnali, prima del riposo vegetativo, si possono estirpare le radici bulbose per staccare i bulbilli che daranno vita a nuovi esemplari.

Parassiti, malattie ed altre avversità

La Corydalis è una pianta rustica che non soffre gli attacchi degli afidi e delle cocciniglie, tuttavia è sensibile alle larve di alcuni Lepidotteri che rovinano vistosamente le foglie.

Curiosità

Il nome Corydalis deriva dal vocabolo greco Korydalis che significa “allodola crestata” che rappresenta approssimativamente la caratteristica forma del fiore.

Altre etimologie si riferiscono alla somiglianza del fiore con la cresta dell’animale quando avverte un pericolo.

Tossicità  e/o uso erboristico

 Corydalis
Corydalis


In passato il tubero della Corydalis, veniva sfruttato come analgesico, antidolorifico e come sedativo. Secondo recenti studi questa pianta vanta un’attività antitumorale, cardiotonica e ipotensiva.

Il suo tubero o bulbo è studiato per il trattamento della malattia di Parkinson ed in Cina viene impiegato nel trattamento di una vasta gamma di disturbi.

La Corydalis fa parte della lista delle piante spontanee velenose: tutte le sue parti sono tossiche per ingestione in particolare i tuberi perché ricchi di alcaloidi in particolare bulbocapnina una sostanza che provoca gravi danni al sistema nervoso centrale

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Bibliografia

Corydalis: a Gardener’s Guide di Liden, 1997 ISBN: 0900048662

Bleeding Hearts, Corydalis, and Their Relatives di Mark Tebbitt, Magnus Liden, Henrik Zetterlund, Adele Rossetti Morosini, 2008 ISBN: 9780881928822

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