Oleandro (Nerium oleander)

Oleandro

Lo vediamo esplodere in tutta la sua bellezza su terrazzi, nei giardini, nei parchi conferendo ad ogni zona un aspetto regale, antico, romantico

E’ l’Oleandro, nome scientifico Nerium oleander,  una pianta arbustiva sempreverde che versatile e molto molto bella.  Se potata regolarmente conserva dimensioni contenute e raramente supera il metro e mezzo o i due metri di altezza.

Nei  giardini, nel tempo, può raggiungere dimensioni notevoli diventando nelle zone a clima mite un vero e proprio albero.

L’Oleandro è una pianta tutta italiana diffusa allo stato semispontaneo in tutto il Centro-Sud, giunta nel Mediterraneo in epoche remote, probabilmente dal Medio Oriente. Già nel 300 d.C Teofrasto in un trattato sulle piante parlava di lei: . già allora impiegata come pianta ornamentale:.

L’oleandro è un genere che comprende tre specie di arbusti o alberelli sempreverdi, con foglie lineari, strette, lanceolate, intere, di colore verde scuro. I fiori, che variano dal rosa al bianco, dal rosso al giallo, possono essere semplici o doppi. Produce frutti vistosi, di colore bruno-rossiccio, eretti, lunghi dai 10 ai 15 cm, contenenti alcuni semi.

L’oleandro, Nerium oleander è un arbusto sempreverde molto resistente e per questo coltivato in modo massiccio negli ambienti urbani. Ha un’ottima resistenza alla salsedine e alla siccità: è una pianta coltivata a scopo ornamentale e di semplice coltivazione.

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Classificazione botanica

L’oleandro (Nerium oleander) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae, unica specie del genere Nerium. Probabilmente è originario dell’Asia ma è naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee.

Principali varietà

I colori possono distinguere le diverse varietà di oleandro

Oleandro giallo

La varietà di oleandro dai fiori giallo crema si chiama Angiolo Pucci. Questa varietà presenta fiori dal diametro di circa 5 cm dalla corolla molto semplice e dalla tonalità crema.

Luteum Plenum è la varietà l’oleandro giallo più intenso, i fiori gialli possono presentare striature rossastre all’interno della gola della corolla. I fiori sono grossi (6 cm di diametro) e portano 3 o più giri di petali sovrapposti. Questa varietà Fiorisce da giugno a settembre.

Oleandro rosa

E’ la varietà di oleandro più diffusa: ha fiori di colore rosa dal diametro di 6 cm, che  possono essere screziati con striature fucsia all’interno della gola della corolla. Questa varietà fiorisce da giugno a settembre.

La varietà Tito Poggi regala  fiori color rosa salmone / pesco. sfumati e molto grossi (il diametro è di 7 cm). La fioritura avviene da giugno ad agosto e al centro della corolla portano delle striature tendenti al rosso.

Oleandro rosso

La varietà Jannoch ha un rosso intenso e  i fiori semplici e dal diametro di circa 5 cm.

Hardy red har un rosso più dolce che si avvicina al fucsia, e fiori semplici dal diametro di quasi 6 cm.

Oleandro screziato

Questa varietà  si chiama Geant de Batailles ed è  nota come Commandant Barthelemy, è la varietà di oleandro dai fiori screziati, presenta fiori doppi costituiti da 2 – 3 giri di petali sovrapposti. Fiorisce da luglio a settembre.

Oleandro bianco

La Mont Blanc  è la   varietà di oleandro bianco più comune: ha fiori costituiti da due giri di petali sovrapposti, hanno un diametro di 5 – 6 cm. che sbocciano da giugno a settembre e sono leggermente profumati come la gran parte di varietà di oleandro.

Sister Agnes o Soeur Agnes ha il fiore di un bianco candido dal diametro di circa 6 cm e fiorisce da giugno a settembre e la gola dei fiori è color crema

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Fioritura

L’esplosione di colori che regala l’oleandro lascia senza fiato. La fioritura dell’oleandro inizia già in tarda primavera e prosegue ininterrottamente fino all’autunno inoltrato; fiorisce generosamente anche nei periodi più caldi e afosi della bella stagione

I fiori sono grandi e vistosi, a simmetria raggiata e sono  disposti in cime terminali. Il calice è diviso in cinque lobi lanceolati che, nelle forme spontanee, è di colore roseo o bianco. La corolla è tubulosa e poi si divide in 5 lobi, il cui colore spazia  dal bianco al rosa e al rosso carminio. Le varietà coltivate sono a fiore doppio e sono quasi tutte profumate.

In commercio esistono oleandri dai fiori di differenti colori. I fiori possono essere semplici o doppi, quasi sempre sono profumati. L’oleandro bianco è tra i più diffusi insieme all’oleandro rosa, ma ci sono oleandri dai fiori gialli, rossi, salmone e arancio.

Consigli per la coltivazione dell’oleandro

L’oleandro è facile da coltivare ed è piuttosto robusto. Si può scegliere tra coltivazione in vaso e piena terra.

Coltivazione in vaso

L’oleandro  può essere allevato in vaso, tenendo presente che la coltivazione a forma di alberello presenta un elevato accrescimento: l’oleandro è molto longevo e coltivato ad alberello può raggiungere un’altezza considerevole.

Coltivare l’oleandro in vaso ci permette di decorare il balcone con una pianta molto generosa che regala fiori fino a settembre-ottobre. Ma si deve tenere presente che, questo arbusto sempreverde è velenoso quindi va maneggiato sempre con i guanti e, soprattutto, occorre fare attenzione se in giro ci sono bambini e animali.

L’oleandro, in vaso, può arrivare fino a 2 metri- 2 metri e mezzo di altezza, resiste alle alte temperature, al freddo ma senza esagerare, e alla salsedine, per questo motivo lo si vede sovente visono alle zone di mare.

L’Olenadro va collocato in vasi grandi e profondi, in posizioni soleggiate. tenendolo in zone ombreggiate, la fioritura ne risentirà.

E’ fondamentale evitare  i ristagni idrici mettendo dell’argilla espansa in fondo al contenitore e garrantendo un terriccio ben drenato.

Se si vive in una zona con  temperature rigide, durante l’ inverno si può proteggere il vaso con un tessuto non tessuto.

Dopo l’acquisto la pianta va rinvasata in un contenitore molto più largo e profondo di quello vivaistico;

Il vaso può essere in terracotta o plastica; ottime anche le vasche in legno, che hanno funzione protettiva contro il caldo e il gelo.
Si può utilizzare  un terriccio universale di alta qualità oppure un terriccio per trapianti, per fioriere o per piante mediterranee.

Coltivazione in piena terra

In giardino per il nostro Oleandro occorre cercare una zona esposta al sole,  ben illuminata, e ben aerata.. Si devono evitare le zone troppo ombreggiate..

Il terreno va preparato con una vangatura profonda atta ad eliminare le erbacce ed i sassi, e aggiungendo terriccio da piantagione per migliorare il terreno. I vasi vanno immersi  in un secchio d’acqua per reidratare la zolla di terra prima della piantagione.

Va scavata una buca larga e profonda, è importante che la buca abbia un’adeguata profondità, L’ esemplare ad alberello, va piantato in profondità insieme ad un tutore, che dovrà essere sfruttato almeno per il primo triennio. Le radici vanno districate Si sistema  la pianta con la parte superiore della zolla a livello del terreno, riempire la buca, si comprime leggermente e si  annaffia per compattare naturalmente la terra.

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Temperatura

L’oleandro è una pianta piuttosto rustica: è sensibile al troppo freddo e richiede una temperatura minima di 5°C. va quindi protetta dal freddo proteggendo  le radici con cartoni e paglia con la tecnica della pacciamatura e isolare i sacchi avvolgendo giornali e plastiche.

Luce

Per il nostro Oleandro si deve scegliere una zona soleggiata così da ottenere fioriture abbondanti, ricordiamoci che è la  tipica pianta mediterranea: vive bene in posizioni esposte al pieno sole.
Non ha paura del caldo, nemmeno se eccessivo,  ma in ombra cresce poco e non fiorisce. Sopporta  il freddo se non è molto intenso e prolungato; coltivata in vaso è più sensibile al gelo e occorre proteggere sia radici che  chioma.
A fine autunno la pianta deve essere spostata contro un muro soleggiato;

Terriccio

L’Oleandro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, ma preferisce suoli leggeri e ben drenati anche se si sviluppa senza troppi problemi nei substrati piuttosto poveri e sabbiosi, così come riesce a crescere molto bene nei terreni argillosi e particolarmente ricchi. Può di vivere anche nei terreni che si caratterizzano per una buona presenza di cloruro di sodio, in particolare nelle zone costiere. Proprio in questi ultimi luoghi si sviluppa anche spontaneamente.

Ricordiamoci che il  drenaggio del terreno rappresenta un elemento essenziale per la sopravvivenza di questo arbusto.

Annaffiatura

In vaso, gli oleandri richiedono annaffiature frequenti dalla primavera a metà estate. Durante il periodo invernale ridurre di molto le annaffiature, soprattutto nelle regioni settentrionali.

Moltiplicazione

La moltiplicazione dell’Oleandro può avvenire in diversi modi, per seme, per talea, oppure per mezzo di trapianto di polloni, che l’oleandro produce in abbondanza

La moltiplicazione per seme è svantaggiosa perché il seme prima di svilupparsi impiega moltissimo tempo, e perché non si avrà mai la certezza di avere piante uguali a quella madre.

Moltiplicazione per talea

Si prelevano le talee in primavera, lunghe circa 10-15 centimetri, si posizionano in un bicchiere d’acqua fino a che si formano  le radici. Quando le radici raggiungono la  lunghezza di circa due-tre centimetri le talee si possono piantare in un vaso con del terriccio adatto. dopo circa una o due stagioni le radici saranno forti e si può procedere al trapianto definitivo.

Concimazione

Per ottenere un oleandro fiorito e vigoroso non serve impiegare dei fertilizzanti. Tuttavia, un utilizzo di fosforo e potassio adeguato può favorire la crescita della pianta e lo sviluppo di una fioritura omogenea e rigogliosa. Il momento migliore per somministrare alla pianta i fertilizzanti è la Primavera. Una seconda somministrazione va fatta, invece, tra Agosto e Settembre.

Un suggerimento è quello di controllare sempre lo stato della pianta, soprattutto a partire dalle foglie: se le foglie sono  piccole e di colore verde chiaro, significa che il terreno è troppo povero di sostanze nutritive e va fertilizzato

Potatura

La potatura dell’oleandro è necessaria non solo ai fini contenitivi: se si lascia prosperare l’oleandro si trasformerà in un cespuglio disordinato preda facile di attacchi fungini e altri parassiti. La potatura è quindi indispensabile per garantire un buon arieggiamento anche tra i fusti più interni della pianta ed è anche la “terapia” più efficace per il trattamento della rogna dell’oleandro, l’avversità più comune di  questa pianta.

La potatura si esegue dopo la prima fioritura estiva, nel mese di agosto ma anche  in primavera si possono spuntare i rami accorciandoli di 3 – 4 cm così da favorire l’emissione di getti laterali e quindi di fiori.

Durante le potature si devono  indossare i guanti.

Altri consigli per la cura

Durante l’inverno, è necessaria una protezione per piante : pacciamare il piede degli arbusti con foglie morte, e ricoprire l’arbusto in un telo di copertura. Gli arbusti in vaso devono essere ricoverate in un locale luminoso, riparato dal gelo (garage, veranda,ecc.). Nelle zone miti, possono rimanere fuori.

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Parassiti, malattie ed altre avversità

Tra le malattie più frequenti dell’oleandro c’è senza dubbio la rogna, una malattia prodotta dal batterio Pseudomonas savastanoi e caratterizzata da protuberanze che danneggiano fogli, frutti, fusti e boccioli.

Il batterio è di solito propagato dall’acqua e può essere scongiurato con un buon drenaggio della pianta o evitando di utilizzare attrezzi non precedentemente sterilizzati. Una soluzione può essere data da trattamenti con prodotti a base di rame; se  non dovessero essere sufficienti, si devono potare i rami e bruciarli, facendo attenzione a non respirare fumi tossici

Se la pianta non fiorisce può essere dovuto alla carenza di sole e di concime. Spostare in piena luce e concimare.

Se la pianta è debole ed esile con rami lunghi e poche foglie potrebbe trovarsi in un ambiente troppo ombreggiato; in inverno, temperatura troppo bassa

Se si notano insetti bianchi sul fogliame, si potrebbe essere in presenza di cocciniglie. Si devono ripulire le foglie e somministrare un insetticida anticocciniglia.

Se le foglie sono secche, i rami denudati, potrebbe dipendere da  carenza di acqua (rara in piena terra, più frequente in vaso). Si deve innaffiare generosamente.

Curiosità

Il nome Nerium deriva dal nome con il quale la pianta veniva chiamata nell’antica Grecia. Oleander, di origine latina, si riferisce invece alla somiglianza delle foglie dell’oleandro con quelle dell’olivo.

La sua resistenza è molto impressionante: proprio per la sua resistenza in Giappone oggi è considerata una pianta sacra, emblema della pace fra i popoli, perché un esemplare di oleandro sopravvisse alla bomba atomica su Hiroshima.

Tossicita

L’oleandro è tossico, una delle piante più tossiche che si conoscano  per l’uomo e per  gli animali (cani, gatti, bovini…). Tutta la pianta (foglie, corteccia, semi) è  velenosa . La sostanza responsabile della tossicità dell’oleandro si chiama oleandrina, si tratta di un glucoside cardiotonico che agisce sul funzionamento del cuore.

L’ingestione dell’oleandrina può dare vita a sintomi di diversa entità, i sintomi più comuni sono gastrointestinali (nausea, diarrea e vomito), dolore addominale, salivazione eccessiva mentre gli effetti più pericolosi sono quelli a carico cardiaco che si manifestano con aritmia ed arresto cardiaco

Linguaggio dei fiori

L’Oleandro esprime la resistenza alle avversità; i mazzetti di fiori sono simbolo di unione, armonia, solidarietà.

 

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